Mia Pearlman



Mia Pearlman, Nigh, 2007

Il mio lavoro è la meditazione sulla possibilità a darsi della realtà, il suo controllo e la sua natura effimera. Nel mio lavoro le forme si trovano sul baratro tra l'essere e il non essere, libere da vincoli fisici. Paesaggi immaginari sono evidentemente congelati a metà evoluzione, al confine tra contrazione o espansione, condensazione o frammentazione. Il mio obiettivo è quello di trovare l'immagine al di là dei confini di un quadro, lo spazio tra il nucleo e l'elettrone, il momento tra creazione e distruzione.

Mia Perlmann, artista americana, usa la carta, l'inchiostro, lo spazio.
Nel tentativo di ripercorrere il percorso genetico delle architetture naturali: nuvole e iceberg; organismi animali come le meduse, poi le muffe, i licheni; le correnti e le nebulose e le galassie; gli sciami di locuste in volo, la danza delle cellule.
Con intelligenza ha scelto la carta effimera, crea forme deperibili e leggere che si espandono nello spazio avvolgendosi su sé stesse. L'effetto dinamico è fortissimo e contemporaneo all'evidenza della fragilità. Come elementi naturali queste strutture pseudocasuali sono capaci di espansioni nello spazio, purché se ne creino le condizioni.


My work is meditation on chance, control and the ephemeral nature of reality. The forms in my work exist on the brink of being and not being, free from physical constraint. Imaginary landscapes are shown frozen in mid-evolution, on the brink between contracting or expanding, solidifying or breaking apart. My goal is to find the picture beyond the big picture, the space between the nucleus and the electron, the moment between creation and destruction.

Mia Perlmann, American artist, employs paper, ink, the space.
She works in an attempt to trace the genetic development of natural architectures: clouds and icebergs, the mold, the lichens, animal organisms as jellyfishes, then the streams, the nebulas and the galaxies, swarming locusts, the dance of the cells.
With intelligence she has chosen the ephemeral paper, she creates perishable and light forms that expand in the space and wrap oneself up.
These pseudo-casual structures possess a strong dynamism simultaneously to the evidence of fragility, as natural elements they are able of development, provided that there are conditions.


Images: Mia Perlman